ROSALIA PORCARO: RITRATTO DI UNA COMICITÁ AL FEMMINILE

Esistono vari modi per esprimere la comicità. Ci sono attori che puntano sulla propria espressione buffa, altri che sfruttano le particolarità del proprio corpo ed altri ancora che utilizzano battute pepate o giochi di parole, basati sul doppio senso.
Rosalia Porcaro, affascinante e talentuosa attrice, comica e caratterista napoletana, è l’eccezione alla regola. La sua comicità, infatti, è difficile da classificare. La sua ironia condisce tutte le storie di cui è protagonista, aiutando il pubblico ad evadere e, allo stesso tempo, accompagnandolo verso una profonda riflessione che nasce dalla forza di una risata spontanea. I suoi molteplici e dissimili personaggi, presi dalla vita quotidiana, proletaria e verace, impersonano i difetti e le debolezze dell’italiano medio.ìROSALIA E BUCCIROSSO

Come Veronica, operaia in una fabbrica di borse, personaggio in cui si concentrano le espressioni e i modi di dire di un certo mondo napoletano, da Rosalia a lungo osservato ed assorbito durante la sua vita trascorsa in un piccolo centro vicino Napoli; la suocera, personaggio che riversa sui poveri malcapitati tutta la sua cattiveria; Natasha, personalità comica basata sulla cantante trans Valentina OK, pronta a dare consigli sull’amore, il sesso e i tradimenti; Creolina, ingenua ragazza napoletana che lavora in un negozio di casalinghi ed infine Assundam, tipica donna afgana del Sud (ma con un forte accento partenopeo) che ironizza sulla “democrazia della guerra” parlando della sua vita sotto il velo.Oggi Rosalia si toglie la maschera delle tante donne che ha interpretato e ci parla un po’ di sè. Rosalia, quando è maturata il lei la consapevolezza di voler diventare un’attrice? È curioso pensare che la decisione di fare l’attrice l’abbia presa quando avevo sei anni, immaginando proprio il contatto con il pubblico. Il ricordo che ho di quando ero bambina è di una terribile timidezza che mi impediva di relazionarmi in maniera normale sia con i miei coetanei che con gli adulti, questa particolare difficoltà mi rendeva taciturna e contemporaneamente attenta agli altri e al loro comportamento. Questo spirito di osservazione è cresciuto negli anni e mi ha permesso di cogliere quelle particolari caratteristiche umane che nel tempo sono rimaste nella mia memoria. Così nascono i miei personaggi. Quanto c’è del suo modo di essere nei personaggi che interpreta? Da quando faccio questo lavoro la cosa che mi sento ripetere più frequentemente dal pubblico che mi incontra da vicino è: “Come sei diversa dai personaggi che interpreti!”. I miei personaggi lavorano su sottrazione e vedono la realtà da tutti i punti di vista. Generalmente i personaggi che interpreto sono tranquilli, pacati come Assundham, la donna afgana del Sud che parla della sua vita con il velo o vulcanici ed esuberanti come Natasha, la cantante neomelodica e Carmela, l’elettrice di Forza Italia e suocera di Veronica. Ogni personaggio però, racchiude sempre una parte di me. Come è nata l’idea di diventare comica? Amo far ridere le persone, è una cosa a cui non rinuncerei per niente al mondo. Nessuno mi ha spinto ad intraprendere la carriera di attrice comica ma le persone che mi stavano intorno mi facevano notare che le mie caratterizzazioni erano divertenti. Ho iniziato, allora, a scrivere dei testi e mi sono resa conto che il pubblico rideva, per cui ho continuato su questa strada inventando personaggi sempre nuovi. Com’è avvenuto il contatto e poi la collaborazione teatrale con Carlo Buccirosso? E’ avvenuto attraverso il cinema, interpretando i ruoli di marito e moglie. Fin da subito ci siamo trovati bene. A parte la sua bravura come attore, Carlo ha anche questa capacità incredibile da regista che è sicuramente un valore aggiunto. Lui scrive, dirige e recita. Uno dei suoi spettacoli teatrali a cui sono molto legata è “Una famiglia quasi perfetta”. Qui interpreto il ruolo di una madre adottiva di un “bambino” di 29 anni, affetto dalla Sindrome di Matusalemme, interpretato dal bravissimo Davide Marotta. È un personaggio che riesce a coinvolgere il pubblico, anche grazie alle battute fulminanti scritte da Carlo, scagliate come lame affilate per lacerare gli stereotipi maschili. Quali sono i suoi progetti per il futuro?  Nel mese di giugno inizierò le riprese di un film che uscirà nelle sale cinematografiche di Italia il prossimo anno. “Mò Vi Mento – Lira di Achille”, una commedia diretta da Francesco Gagliardi. Interpreterò il ruolo di una mamma tutta lifting. Ci sarà da divertirsi.

 

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Pubblicato il 11 aprile 2016, in Cinema con tag , , , , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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